Università Ca' Foscari di Venezia - Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente

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Cesena (FC), Colle Garampo
 

Progetto di studio promosso e finanziato dall’Amministrazione Comunale di Cesena; realizzato in codirezione tra l’Insegnamento di Archeologia Medievale di Ca’ Foscari (Sauro Gelichi) e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna (Luigi Malnati)

Responsabili: Monica Miari (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna) e Claudio Negrelli (Università Ca’ Foscari)

Collaboratrici: Anna Maria Delmonte, Ester Zanichelli

Finalità del progetto

Il colle Garampo è situato nel centro storico di Cesena, nei pressi della centralissima Piazza del Popolo, dove ha sede il Municipio. Da sempre è luogo di primaria importanza per la storia della città, anche per l’evidente valenza strategica: dal primo insediamento risalente già al III secolo a.C. (poco prima della conquista romana) all’età medievale, quando divenne sede del potere politico e religioso. Qui furono edificate numerose fortificazioni dall’età tardoantica fino alla rinascimentale Rocca Malatestiana, nonché la prima cattedrale dedicata a S. Giovanni.
Il progetto in corso si propone lo studio di un ampio settore, attualmente libero da costruzioni, che si colloca nel versante settentrionale del colle, in vista della realizzazione di un parco urbano che possa valorizzare anche gli aspetti storico – archeologici del sito. Il progetto ‘Colle Garampo’ si propone dunque come ricerca multidisciplinare di archeologia urbana sulla scia dell’importante esperienza della carta archeologica di Cesena, realizzata già nel 1999 (Cesena: la memoria del passato) e proseguita poi, negli anni 2003-2005, con il progetto di analisi del territorio cesenate (carta delle potenzialità archeologiche del territorio di Cesena).
Tre in particolare gli obiettivi della ricerca sul colle Garampo:

  1. il quartiere bassomedievale;
  2. gli edifici e le fortificazioni tardoantiche – altomedievali;
  3. la città classica, soprattutto in riferimento all’importante fase della preromana e protorepubblicana.

Gli scavi

Durante le campagne di scavo 2006 e 2007, durate complessivamente 4 mesi e mezzo, sono state aperte ed esplorate due grandi aree per una superficie complessiva di circa 650 mq.

Nell’area 1000, la più grande, sono venute alla luce le strutture di un grande quartiere abitativo tardomedievale, distrutto agli inizi del XV secolo in concomitanza con la riorganizzazione strategica del settore collinare della città  voluta dalla signoria malatestiana. Questo quartiere, individuato anche nell’area 2000 (v. sotto) ed in precedenti esplorazioni (1993, 2005), comprendeva case risalenti al XIII-XIV secolo, che si disponevano sull’intero pendio della collina entro lotti sistemati su terrazzamenti, all'interno dei quali vi erano ambienti coperti ed aree destinate ad orti. Strade realizzate con mattoni e ciottoli sembrano suddividere l'abitato in modo abbastanza regolare. Inoltre il ritrovamento verso valle di una possente struttura muraria orientata all’incirca est-ovest, ci consente di stabilire che questo quartiere era protetto da una cinta difensiva integrata a sua volta nella sistemazione tardomedievale della 'Murata', ossia di quel settore della città che, fortificato a più riprese, comprendeva la sommità e le pendici del Garampo.
La strada scoperta nell’area 1000 è orientata est-ovest ed ha un piano pavimentale, risalente al XIV secolo, costruito in mattoni disposti di coltello, con ampie zone restaurate nel corso del tempo mediante l’apposizione di materiali di diverso tipo, dal pezzame laterizio a blocchetti e ciottoli in pietra. Il sistema scolante non era ottenuto con canalette laterali, ma attraverso una depressione centrale e l’inclinazione convergente del piano pavimentale della strada medesima. Il lungo periodo di utilizzo era indiziato, oltre che dai numerosi restauri, anche da una serie di strati di macerie particolarmente compattate che coprivano l’ammattonato, a costituire una fascia di calpestio che indicava come il percorso viario fosse mantenuto in uso anche dopo la distruzione del quartiere medievale, avvenuta nel corso del XV secolo.
A sud e a nord della strada una serie di strutture compongono il tessuto abitativo dell’area: sono stati individuati dei piani pavimentali in battuto, diverse strutture murarie ed almeno un paio di cisterne di scarico, che si esploreranno nei prossimi anni. Gli ambienti si presentano sotto forma di piccole unità rettangolari, disposte ‘a pettine’ entro perimetri rettangolari più ampi e delimitati da grosse murature che svolgevano anche una funzione di contenimento delle terrazze artificiali. I vani coperti si intercalano ad ambienti ortivi o a cortili, spesso dotati di fosse per lo scarico dei rifiuti, uno degli elementi tipici della casa medievale. Alcuni focolari sono posti direttamente sul terreno e sono collegati a strati con resti di pasto e rifiuti. Ciò qualifica come prettamente abitativa la funzione degli edifici ritrovati . Le pavimentazioni sono in semplice terra battuta.
Le tecniche costruttive degli edifici individuati nell’area 1000, risalenti al XIV secolo, ma con fasi costruttive sicuramente precedenti, sono quelle tipiche dell’epoca. Le strutture più importanti hanno sottofondazioni in frammenti di laterizi e scaglie lapidee, mentre gli alzati vedono l’impiego di mattoni, per lo più  di riutilizzo. Alcuni resti murari fanno presupporre tecniche costruttive di buon livello, con alzati costruiti in mattoni legati da malta a base di calce. Altri lacerti mostrano invece l’impiego di un legante a base di limo, per i quali si presuppongono alzati in materiali deperibili, come telai lignei tamponati con argilla.

Nell’area 2000 lo scavo ha permesso di aprire un’altra finestra sul quartiere medievale, anche in questa zona prospiciente su di una strada in ammattonato, questa volta però orientata da nord a sud. L’esplorazione dell’area 2000 ha tuttavia un altro scopo: quello di raggiungere gli strati più profondi e quindi i livelli altomedievali, tardoantichi e protostorici. In effetti lo scavo completo delle strutture ascrivibili al periodo medievale ha permesso di capirne l’articolazione in due fasi principali: quella più recente, trecentesca, contemporanea alle strade in ammattonato, ed una più antica, costituita da strutture con fondazioni in blocchi lapidei. Questi edifici, modificati e rafforzati nella fase successiva, componevano già il disegno urbanistico principale ed erano contemporanei ad un primo livello stradale composto da ciottoli e ghiaia. La datazione di questa prima fase del quartiere medievale, estesa sicuramente anche all’area 1000, potrebbe risalire al XII – XIII secolo (se non ancora prima), come indicato dalla presenza esclusiva di ceramiche prive di rivestimento. Questo vorrebbe dire che la lottizzazione di questa parte della città, forse all’epoca un borgo suburbano in collegamento al ‘castro vecchio’, avvenne all’inizio dell’età comunale secondo un piano di urbanizzazione ben definito, costituendo così un caso di studio di grande interesse.
La prosecuzione in profondità dello scavo nell’area 2000 e la pulizia delle pareti esposte di una trincea scavata nel 2005 ha permesso poi di individuare la stratificazione tardoantica, che si qualifica per la presenza di ceramiche locali e di importazione dall’Africa e dall’Oriente in un periodo preliminarmente circoscrivibile tra VI e VII secolo. È molto probabile che tale stratificazione, per ora visibile solo in punti limitati, sia da associare a strutture di grandi dimensioni, completamente asportate dalle attività edificatorie successive. Sarà compito delle prossime campagne approfondire ulteriormente lo scavo in questa zona, in modo da chiarire la natura di questi edifici, anche in relazione all’importante fase tardoantica testimoniata per Cesena sia dalle fonti scritte sia dalle fonti archeologiche.

Attività didattiche e divulgative

Il progetto Colle Garampo presta particolare attenzione all’attività di divulgazione e didattica. Lo scavo è aperto al pubblico, con percorsi di visita e materiale informativo all’accesso. Visite guidate sono organizzate ogni anno, a cadenza bisettimanale, per il pubblico adulto, mentre dalla fine di settembre sono organizzate visite per le scolaresche di tutti gli ordini (nel solo 2007 sono state portate in visita 35 classi per un numero di circa 750 studenti). Inoltre la visita allo scavo archeologico è stata inserita tra le iniziative della Notte Bianca di Cesena (con apertura notturna al pubblico e visite guidate), e nel calendario delle Giornate del Patrimonio, registrando un eccezionale afflusso di pubblico.
Ogni anno, prima dell’apertura estiva dello scavo, sono previste conferenze e mostre fotografiche. Nel 2007 si è svolta la conferenza Il colle Garampo alle origini di Cesena antica e medioevale. Un progetto di archeologia urbana, con mostra fotografica tesa ad illustrare il lavoro svolto nel 2006. Analoghe iniziative sono previste nel 2008.

 
     
     
     
 

bibliografia

S. Gelichi, M. Librenti, A. Alberti, Cesena, la memoria del passato. Archeologia urbana e valutazione dei depositi, Firenze 1999.

S. Gelichi, C. Negrelli, Valutazione delle potenzialità storiche ed archeologiche di Cesena: il territorio, in Le missioni archeologiche dell’Università Ca’ Foscari di Venezia (IV Giornata di Studio a cura di A. Zaccaria Ruggiu), Venezia 2004, pp. 111-116.

M. Librenti, C. Negrelli, Ricerche territoriali in Emilia Romagna: le esperienze di Nonantola e di Cesena, in Medioevo, paesaggi e metodi, a cura di F. Saggioro e N. Mancassola, Mantova 2006, pp. 103-114.

Archeologia di un percorso urbano a Cesena. Dal Colle Garampo alla Biblioteca Malatestiana, a cura di L. Maraldi e D. Capellini, Cesena 2006.

 

 
 
 

Laboratorio di Archeologia Medievale presso Laboratorio di Archeologia 1
Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente - Università Ca' Foscari
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