Università Ca' Foscari di Venezia - Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente

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Turchia: Laodicea tardo antica e bizantina
 
Responsabile: Claudio Negrelli
Collaboratori: Fulvio Baudo, Emanuela Compri, Elena Grandi, Sylvia Smith
Campagne di studio: 1999 - 2000 - 2002

Il progetto si inserisce in un programma di ricerca avviato dai Prof. Gustavo Traversari e Giorgio Bejor sulla città antica.
L'intervento si propone l'obiettivo di studiare i processi di trasformazione di questa importante città dall'epoca tardo antica fino all'età bizantina.
Nel 1999 si è svolta una prima campagna di survey, articolata in
due fasi: ricognizione generale delle mura e dei complessi fortificati tardoantichi-altomedievali (parte ovest della città) e ricerca sistematica su di un complesso di culto (complesso n. 35) ubicato nel quadrante nord-ovest dell'abitato. La raccolta e lo studio dei materiali, congiuntamente all’analisi dei resti murari, hanno portato all’identificazione di un preliminare modello interpretativo per lo studio delle fasi post-classiche della città.
Durante la seconda campagna di survey, nel 2000, si sono completate le osservazioni sul circuito murario e su altre strutture fortificate, mentre le ricerche sistematiche si sono concentrate su alcuni complessi tardoantichi e medievali. Di particolare interesse si è rivelato un insieme di resti di probabili edifici abitativi (complesso 43) collocati all’interno dello stadio della città e realizzati con materiali di spoglio.
La terza campagna ha interessato due zone ben precise dell’antico abitato, comprese nei transetti precedentemente predisposti. La prima è una zona ubicata ad ovest della città, nei pressi della c.d. Porta Efesia; la seconda nel quadrante sud-orientale, in prossimità delle mura e non troppo distante dal complesso c.d. delle Terme Ginnasio. Le ricerche svolte nella zona ovest della città, nel quadrante interessato dalla porta Efesia hanno riguardato un’ indagine sistematica di superficie condotta mediante una fascia campione e il rilievo topografico di una cospicua serie di strutture, in parte da riferirsi alla prima età bizantina. Il fine del primo tipo di indagine era quello di verificare la qualità della relazione esistente tra strutture sepolte e reperti affioranti, anche al di là dell’impressione iniziale, che sembrava alludere, piuttosto, ad una grande uniformità nella distribuzione dei reperti di superficie, ovvero ad una sorta di “rumore di fondo” che occupa tutto lo spazio urbano con una netta prevalenza di reperti ascrivibili all’età tardoantica. Le analisi distributive delle varie classi, tuttora in corso tramite l’implementazione dei dati in un sistema GIS (Geographic Information System), sembrano mostrare una certa concentrazione dei reperti tardoantichi (ma soprattutto della prima età bizantina) in corrispondenza o nei pressi delle strutture del sito n. 11, il quale è interpretabile, per i criteri costruttivi che presiedettero alla sua edificazione, come struttura di fortificazione facente parte di un esteso sistema volto alla protezione di tutto questo versante della città. La seconda attività ha individuato i resti di cospicue strutture, le quali furono realizzate, per lo più, secondo una particolare tecnica costruttiva, che prevedeva l’impiego di un conglomerato interno in ciottoli e calce e di paramenti in blocchi lapidei e mattoni. Si è proceduto alla catalogazione di tali resti mediante apposite schede di “unità stratigrafica muraria” (USM) e di corpo di fabbrica (CF), nonché al rilievo fotografico e al rilievo cartografico di precisione.

Zona sud-est

Il quadrante sud-est della città, in prossimità delle mura urbiche e del complesso c.d. delle Terme Ginnasio è stato oggetto di una seconda intensiva campagna di rilevamento e  documentazione che ha individuato tracce di ulteriori abitazioni oltre a quelle già individuate nel 2000. Tracce di altri edifici verosimilmente dello stesso tipo sono state riconosciute anche all’interno delle mura (sito 73 e 72), sia a sud che a nord di un antico percorso viario che, in direzione all’incirca est-ovest, doveva passare tangente al c.d. bouleterion. La cronologia di queste strutture è piuttosto difficile da determinare senza la possibilità di ricorrere ad uno scavo archeologico. Per cercare di ovviare a questo problema è stata intrapresa una campagna di ricognizione in tutta quanta l’area, con raccolta selettiva dei materiali. Sono stati pertanto raccolti, ma posizionati con la stazione totale, tutti i materiali (ceramici e non) palesemente posteriori al VI-VII secolo. Dalla loro mappatura emerge con una certa chiarezza la palese distribuzione di tali reperti in prossimità dei complessi abitativi, confermando la diretta relazione con questi. I materiali rinvenuti sono tuttavia di cronologia ambigua. A fronte di alcuni reperti collocabili gli uni verso la fine del secolo XII- XIII secolo (graffite monocrome, slip-painted, dolii cordonati) gli altri in epoca ottomana (Miletus Ware, forse Chanakkale Ware), stanno un numero veramente considerevole di ceramiche decorate con ingobbio sotto vetrina verde di difficile inquadramento cronologico.

 
     
     
 

bibliografia

S. GELICHI – C. NEGRELLI, La ricognizione del 1999: Laodicea in età tardoantica e bizantina, in G. TRAVERSARI (a cura di), Laodicea di Frigia I, Roma 2000, pp. 125-164.
G. BEJOR - S.GELICHI, Survey a Laodicea di Frigia, in Le missioni archeologiche dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Venezia 2000, pp. 42-45.

 
 
 

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