Università Ca' Foscari di Venezia - Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente

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Alta Val del Tagliamento: Forni di Sopra, Forni di Sotto e Ampezzo (UD)

 

Progetto di ricerca archeologica sugli insediamenti fortificati della Carnia
Progetto dell'Insegnamento di Archeologia Medievale in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Forni di Sopra e l'Amministrazione Comunale di Forni di Sotto.

Direttore scientifico: Prof. Sauro Gelichi
Responsabili di scavo: Arch. Fabio Piuzzi, Dott.ssa Alessandra Cianciosi
Collaboratori: Dott.ssa Silvia Cadamuro, Dott. Marco Vignola

Elaborazione GIS: Dott. Emanuele Magnani

Studio dei materiali
Ceramiche: Dott.ssa Speranza Fresia
Vetri: Dott.ssa Margherita Ferri
Metalli: Dott. Marco Vignola
Monete: Dott. Andrea Saccocci

Il progetto
Il sito di Sacuidic si trova nel Comune di Forni di Sopra (UD), a sud-est della frazione di Andrazza. I resti della fortificazione sono collocati su uno sperone roccioso (865 s.l.m.) affacciato a Sud sulla valle del fiume Tagliamento. La posizione del castello risulta particolarmente favorevole, in quanto è posta tra due corsi d’acqua, con la possibilità di controllare il pianoro posto a sud e il saliente a nord-ovest.
Il perimetro del castello di Sacuidic era stato messo in luce tramite scavi fatti eseguire da A. Wolf nel 1891. In seguito il sito è caduto in stato di abbandono, tanto che è stata necessaria un’opera di disboscamento attuata dall’associazione “Fòr da difiendi”, alla quale si deve anche il  ripristino del sentiero per raggiungere il sito.
Proprio dall’indagine specifica avviata nel sito di Sacuidic ha preso corpo un progetto più ampio. In sintesi si può affermare che il progetto si propone di analizzare due tematiche, tra loro interconnesse, legate alle evidenze archeologiche presenti nel territorio dei comuni di Forni di Sopra, di Forni di Sotto e di Ampezzo. Il primo è quello di studiare lo sviluppo che ha interessato le fortificazioni presenti in questo territorio, attraverso scavi archeologici sistematici. Finora sono stati individuati quattro siti analizzabili sotto questi aspetti: nel comune di Forni di Sopra il sito di Sacuidic e quello di Cuol di Ciastiel; nel comune di Forni di Sotto il sito fortificato di Pra di Got; ed infine ad Ampezzo il rilievo denominato Cjastielat.
Il fine è quello di giungere ad una comprensione più accurata possibile del processo di fondazione, frequentazione e abbandono che ha interessato queste fortificazioni. Sulla base delle eventuali relazioni presenti tra i diversi apparati difensivi si auspica di porre su nuove e più solide basi la comprensione del processo di incastellamento in Friuli (tenendo conto ad esempio della rete di castelli controllata dalla famiglia Savorgnan nel basso Medioevo) ed in particolare in Carnia, regione in cui tale tematica non è mai stata sistematicamente affrontata.
La presenza di castelli è indissolubilmente legata alle vicende storiche che hanno influito su questo territorio modificandone l’assetto insediativo. Infatti il secondo obbiettivo della ricerca è quello di inserire i dati ricavati dalle attività di scavo in un’analisi più ampia del territorio in esame, al fine di ricostruirne lo sviluppo insediativo dall’età tardo antica a quella moderna. Ciò significa comprendere non solo la distribuzione e la conformazione dei centri abitati così come si sono sviluppati nel corso del Medioevo, ma anche le condizioni ambientali che ne hanno influenzato i caratteri e le risorse economiche di cui le comunità potevano avvalersi.

I risultati
Sacuidic:
ritenuto fortilizio d'epoca tardoantica, dopo le tre campagne di scavo nell’agosto-settembre 2004-2006, si è potuta stabilire una prima sequenza relativa delle sue fasi di vita e distruzione (fra XII e XIV secolo).
Fase 1 - costruzione di una piccola torre di forma planimetrica quadrata a cui era connessa, solo su tre lati della sommità, una cinta fortificata.
Fase 2 - creazione di setti murari relativi a un ambiente di natura residenziale (con forma planimetrica a L) adiacente a due lati della torre.
Fase 3 - realizzazione di una spessa muratura di rinforzo, in appoggio ai lati nord-ovest e nord-est della prima cinta.
Fase 4 - costruzione di una seconda cinta muraria lungo il versante settentrionale da nord-ovest a sud-est.
Fase 5 - distruzione definitiva della struttura a causa di un rovinoso incendio. Creazione di uno strato carbonioso contenente numerosi reperti di metallo (soprattutto tondelli "anepigrafi", lingottini di metallo, monete, frammenti di placche di corazza, ecc).
La radiodatazione dei carboni con metodo "C14" e l'analisi dei reperti, hanno permesso di datare l'evento entro il XIV secolo.

Cuol di Ciastiel:
colle dal toponimo significativo, posto nel comune di Forni di Sopra, in località Villaggio Tintài, dall’altra parte della strada rispetto a dove si trova il castello di Sacuidic. Ritenuta la sede del castello bassomedievale della famiglia Savorgnan, ha rivelato tutt’altra natura.
Alla luce delle prime prospezioni effettuate tramite limitati sondaggi nell’anno 2005 si è deciso di impostare l’indagine archeologica vera e propria iniziando a scavare una delle strutture intercettate ed interpretata preliminarmente come una torre legata al muro di cinta di un apparato fortificatorio che cicondava l’intera sommità del colle (+ 924,3 m.s.l.m.).
Lo scavo si è concentrato all’interno del perimetrale intercettato e all’esterno sul lato nord-ovest, quello più facilmente agibile, poichè la struttura è collocata all’estremità meridionale del colle.
Il consistente strato di crollo e, al di sotto, uno strato uniforme di carbone sembrano aver “sigillato” il contesto al momento del suo abbandono o della sua distruzione, databile all’età tardo-antica. Infatti i numerosi e significativi materiali sono stati raccolti soprattutto dallo strato di incendio. Le tipologie ceramiche (sigillata nord-africana, depurata), i frammenti di vetro, i numerosi oggetti bronzei (fibula tipo Hrusiça, stilo per scrivere, frammenti di recipienti bronzei) e altri oggetti in ferro (chiave, chiodi, punte di freccia), nonché le monete rinvenute, indicano un preciso arco cronologico compreso tra il IV-V secolo d.C., a cui deve essere riferita l’ultima fase di utilizzo della struttura. Da notare la presenza di numerosi frammenti di intonaco di colore bianco e rosso, le cui tracce sono ancora parzialmente visibili all’interno dei setti murari rimasti.
Lo scavo ha consentito di accertare che il lato occidentale della struttura ha un proseguimento verso nord, legandosi così alla cortina muraria che circonda l’intera sommità del colle. Il proseguimento degli scavi consentirà di precisare le fasi di fondazione ed uso della struttura e di allargare l’analisi all’intera struttura fortificata posta sul Cuol di Ciastiel.

Pra di Got:
la sommità del rilievo si sviluppa in lunghezza (est-ovest) per circa 100 metri e in larghezza (nord-sud) per circa 15 metri. All'estremità occidentale è presente la traccia di un fossato difensivo. Agili shovel test, realizzati sul lato occidentale della sommità, hanno evidenziato la presenza dei muri perimetrali di un ampio edificio residenziale di forma planimetrica rettangolare (dimensioni 20 x 10 m ca.) bipartito in due ambienti asimmetrici e con poderose pietre angolari.
I resti archeologici testimoniano l'esistenza di un insediamento fortificato i cui livelli di frequentazione sono per ora difficilmente databili. I pochi reperti finora raccolti (frammenti di ceramica da fuoco, oggetti metallici come punte di freccia e chiodi) forniscono infatti dati ancora incerti. Il muro di cinta - a tratti identificato a margine del rilievo - racchiude un'ampia area che i saggi hanno esplorato solo in parte e che richiede più approfondite indagini tramite uno scavo vero e proprio.

Oltre al lavoro sul campo rientrano nel progetto di ricerca ulteriori attività post-scavo:
- studio geomorfologico con particolare riferimento al corso dei fiumi e studio della viabilità tramite analisi delle fotografie aeree;
- studio paleoambientale tramite analisi paleobotaniche e archeozoologiche;
- studio dei materiali rinvenuti nei siti scavati: analisi ceramiche, vetri, metalli, monete, scorie o scarti di lavorazione;
- analisi al C14;
- informatizzazione dei dati di scavo con elaborazione di una base GIS;
-spoglio dell’edito con riferimento anche agli studi condotti Oltralpe e eventuale studio di fonti scritte inedite (alla Biblioteca Civica di Udine, all’Archivio di Stato di Udine e Venezia, all’Archivio Diocesano di Udine).

 
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Convegni
Cianciosi A. - Piuzzi F., I castelli dei Forni Savorgnani: le ricerche storico-archeologiche in funzione del loro recupero strutturale, in Fortificazioni e castelli nel paesaggio della Carnia, Atti del convegno di studi, Tolmezzo 2004, c.s.

Mostre
2006, Palazzo del Municipio vecchio, Forni di Sopra (UD): “...Villam unam in montanis quae dicitur Furno...”, Ricerche archeologiche nell’alta valle del Tagliamento.

Bibliografia
Bierbrauer V. 1987, Invillino-Ibligo in Friuli I. Die römische Siedlung und das Spätantik-Frühmittelalterliche Castrum, “Münchener Beiträge zur Vor- und Frügeschichte”, 33.
Bonati Savorgnan d’Osoppo F. 1968, I due Forni Savorgnani della Carnia e i loro statuti, “Memorie Storiche Forogiuliesi”, XLVIII (1967/68), pp. 115-135.
Brozzi M. 1981, Il ducato longobardo del Friuli.
Brozzi M. 1989, La popolazione romana nel Friuli longobardo (VI-VIII secolo), Dep. di St. Patria per il Friuli, XIX, Udine.
De Santa F. 1893, Cenni monografici dei comuni di Forni di Sopra e di Sotto Savorgnani, S. Daniele.
De Santa F. 1900, Cronistoria dei Forni Savorgnani, “Pagine Friulane”, XII, pp. 142-145.
De Vitt F. 1983, Pievi e parrocchie della Carnia nel tardo medioevo (secoli XIII-XV), Udine 1983.
I Longobardi 1990, Catalogo della mostra, Cividale del Friuli 1990, Milano, p. 449 e p. 452, Tavv. X.130 e X.131.
Menis G.C.-Tilatti A. (a cura di) 1999, L’abbazia di Santa Maria di Sesto tra archeologia e storia, Fiume Veneto.
Settia A.A. 1981, Castelli e strade dell’alta Italia in età comunale: sicurezza, popolamento, “strategie”, «I Castelli del Friuli Venezia Giulia, Studi e Ricerche», 3-4, pp. 133-153.
Toller M. 1963, Ritrovamenti longobardi in Carnia, “Sot la Nape”, n. 1, Udine, pp. 18-19.
Wolf A., Andrazza. Di un antico sepolcreto riconosciuto nel territorio del paese. Notizie degli scavi, Reg. X, Venetia, estratto Biblioteca Civica di Udine.

 
 
 

Laboratorio di Archeologia Medievale presso Laboratorio di Archeologia 1
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